Seminario internazionale di Wado-ryu, la via dell’armonia
Roberto Danubio a Roma, 18-19 novembre 2023
Autore del libro “Wadoryu Karatedo”, 7° dan JKF Wadokai, capo istruttore della Swiss Wadokai Karatedo Renmei e maestro di fama internazionale, conduce regolarmente seminari di altissimo livello in Europa e nel mondo
Cari wadoka,
La Wadokai Karatedo Shingitai Italia, branch ufficiale della JKF Wado-Kai, è da oltre dieci anni impegnata nello studio e nella promozione del wado-ryu proponendo laborarori mensili e, due volte l’anno, seminari internazionali aperti a tutti i karateka.
Il seminario, che si svolge il 18 e 19 novembre 2023, a Roma è aperto a tutte le cinture e sarà guidato da Roberto Danubio sensei, 7° dan JKF Wadokai. Insegnante rinomato e riconosciuto a livello internazionale, autore del libro “Wadoryu Karatedo” che è ormai diventato un riferimento essenziale in ambito Wadokai, conduce regolarmente seminari in Italia, Svizzera, Austria, Belgio, Irlanda, Gran Bretagna, Francia, Svezia, Finlandia, Ungheria e diverse altre nazioni europee ed extraeuropee.
Vi aspettiamo a Roma. Nel segno del Wado.

ISCRIZIONE
Il seminario è aperto a tutti i praticanti di karate dai dieci anni in su. In aggiunta ai due giorni di stage è previsto un allenamento extra, che si svolgerà venerdì 17 novembre, riservato – su invito – ai soli insegnanti tecnici e ai tesserati WKSI con il grado minimo di cintura marrone. La quota di partecipazione è di euro 50 per i praticanti over 12 (13 – 65+ anni) e 35 euro per gli under 12.
L’International Karate Seminar è a numero chiuso. Pertanto è consigliato effettuare una pre-iscrizione compilando l’apposito modulo online (disponibile su questa pagina). Successivamente ti forniremo via email le istruzioni per effettuare il pagamento della quota di partecipazione, confermando così la tua iscrizione.
Compila il seguente modulo per iscriverti. Le informazioni sul pagamento e le relative modalità ti verranno inviate successivamente via email.
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Orario e luogo degli allenamenti
VENERDÌ 17 NOVEMBRE
Sessione extra: 18.00 – 20.00
(Soltanto cinture marroni e nere, su invito)
SABATO 18 NOVEMBRE
1a sessione: 10.00 – 12.30
2a sessione: 14.00 – 16.30
DOMENICA 19 NOVEMBRE
3a sessione: 9.30 – 12.00
SEDE DEL SEMINARIO
Accademia Bruno Grandi – FGI
Via Giacomo Brogi, 80
00142, Roma
WKSI – Wadokai Karatedo Shin-Gi-Tai Italia
Japan Karatedo Federation Wado-kai – branch n° 424004
Wado-ryu Karatedo
Il Wado-ryu è uno stile giapponese che unisce i principi del karate e del jujutsu. Wado-ryu significa Stile della Via della Pace/Armonia.
JKF Wadokai
La più importante organizzazione internazionale di Wado-ryu, fondata nel 1934 da Hironori Otsuka, con oltre 850.000 iscritti nel mondo.
JKF Wado-Kai Official Seminar
I maestri Koichi Shimura e Shinji Kohata a Roma per il primo seminario ufficialmente riconosciuto dalla JKF Wado-Kai in Italia
Abili al karate
Abili al Karate è il progetto permanente della WKSI sul karate inclusivo. Affinché i benefici del karate siano davvero per tutti.
Laboratorio Wadokai
Workshop mensile per tutti gli amanti del Wado-ryu sul curriculum tradizionale Japan Wado-kai e sul kumite sportivo.
Summer Camp WKSI
Tre giorni di ritiro a Paliano (FR) per atleti e accompagnatori all'insegna del Wado-ryu. Con tanto divertimento, relax e karate.
Associazione WKSI
Branch della Japan Wado-Kai. L’unica, in Italia, riconosciuta e autorizzata dalla più grande federazione internazionale di Wado-ryu.
Statuto del Budo
Attraverso l'allenamento fisico e mentale, il praticante sviluppa carattere, capacità di giudizio e spirito di collaborazione.
Il budō, la via delle arti marziali giapponesi, ha origine nell’antico spirito marziale del Giappone. Attraverso secoli di cambiamenti storici e sociali, queste forme di cultura tradizionale si sono evolute da mere tecniche di combattimento (jutsu) a sistemi di sviluppo personale (dō).
Il Karate (空手, Mano vuota) è una disciplina del Budō (武道, Via dell’Arte Marziale), l’insieme dei sistemi di combattimento giapponesi. All’inizio, però, il Karate si è sviluppato in Okinawa, una piccola isola posta a metà strada tra Giappone e Cina meridionale, secoli prima che questa diventasse di dominio nipponico. Attraverso continui scambi commerciali e culturali con la Cina, i guerrieri di Okinawa appresero il Kung Fu (功夫, Abilità personale), in particolare lo stile Hequan (鹤拳, Pugilato della gru), e lo fusero con le antiche tradizioni di combattimento okinawensi (Kobudo) dando origine al Karate, che, proprio come il Kung Fu, si divise fin da subito in diverse scuole e stili. Il Wado (和道, Via della pace/armonia) è uno degli stili più recenti e in realtà rappresenta un’ulteriore evoluzione del Karate, avvenuta in seguito alla sua introduzione in Giappone all’inizio del secolo scorso. Infatti, il fondatore dello stile Hironori Otsuka, già gran maestro di Shindo Yoshin-ryu, un antico stile di Jujutsu (l’arte marziale giapponese da cui derivano Judo e Aikido), rimase colpito dal Karate di Okinawa. Otsuka osservò che il Karate prevedeva tecniche che mancavano al Jujutsu, e viceversa. Così nel 1922 iniziò a studiarlo con l’idea di fondere le rispettive tecniche, applicando i principi del Jujutsu al Karate. Il Wado-ryu è il risultato di quella fusione.
Il Wado-ryu è il risultato dell’applicazione dei principi del Jujutsu Kempo al Tou-di di Okinawa (il karate originario) e questo lo rende, in qualche modo, uno stile a sé stante. Le posizioni sono naturali e le sue tecniche fluide privilegiano un uso sapiente del taisabaki (spostamenti del corpo). Hironori Otsuka insegnava che il proprio movimento è la manifestazione del proprio spirito. I principi e le tecniche derivate dallo Shindo Yoshin-ryu Jujutsu prevedono lo studio approfondito di proiezioni (nage-waza), leve articolari (kansetsu waza), immobilizzazioni e strangolamenti (shime waza) che si complementano perfettamente con l’uso degli atemi waza (tecniche di percussione) propri del karate. Inoltre, al classico schema attacco-parata-contrattacco Otsuka sostituì quello di attacco-contrattacco prediligendo, al posto del contrasto, l’evasione (nagashi) e la schivata. Nei Kihon Kumite, infatti, che si possono definire la summa dei principi del Wado, ritroviamo un concetto dinamico particolarissimo caratterizzato da: schivata-contrattacco-sbilanciamento (o proiezione) in un unico gesto tecnico.
Il nome Wado-ryu è composto da tre diversi ideogrammi (kanji, in giapponese). Il primo kanji, Wa (和), come spesso accade con gli ideogrammi della lingua giapponese, ha molti significati e tantissime sfumature. Wa viene usato per indicare la somma, l’armonia, la pace ma rappresenta anche ciò che è giapponese. Il kanji Do (道) letteralmente significa via, sentiero, percorso, ma nel senso più spirituale del termine. Do (道) è anche modo, maniera, stile di vita. Il kanji Ryu (流) invece significa stile o scuola. Il nome del Wado-ryu deriva dal motto Ten Chi Jin no Ri-do ni Wa Suru. Ten significa cielo, Chi significa terra, Jin significa essere umano, Ri-do vuol dire ragione, verità e Wa indica la somma di tutto, rappresentando l’armonia di tutti questi elementi. La frase si può tradurre così: Solo attraverso la ricerca della ragione intima del cielo (sfera spirituale e intellettuale), della terra (sfera materiale, corporea e pratica) e dell’essere umano (cuore, coraggio, amore) si può raggiungere l’armonia. In questo modo, il termine Wado ci suggerisce che non è sufficiente allenare solo il corpo, come in uno sport, così come non è sufficiente allenare solo la mente e lo spirito, come nello studio e nella meditazione, per poter realizzare il proprio potenziale. Il Wado-ryu mira a percorrere il sentiero dell’armonia attraverso l’allenamento del corpo, della mente e dello spirito, promuovendo e coltivando uno stile di vita sano, etico e proficuo, per sé e per gli altri. Nel Wado-ryu l’arte marziale viene vista come un processo di crescita e potenziamento umano, nel senso più ampio possibile, nel solco dell’autentico spirito del Budō giapponese.
Hironori Otsuka è nato il 1° giugno 1892 nella città di Shimodate, nella prefettura di Ibaraki, in Giappone. Figlio del medico Tokujiro Otsuka, all’età di cinque anni cominciò a studiare il jujutsu sotto la guida del suo prozio, il samurai Chojiro Ebashi. Quando ebbe compiuto il tredicesimo anno d’età, Hironori divenne studente di Shinzabuto Nakayama, un importante maestro di Shindō Yoshin-ryu e il 1° giungo del 1921, nel giorno del suo ventinovesimo compleanno, ricevette il Menkyo Kaiden (la massima certificazione di maestria prevista nel Budō giapponese) nello Shindō Yoshin-ryu jujutsu dalle mani del Gran Maestro Nakayama Tatsusaburo. Meno di un anno dopo, Hironori conobbe Gichin Funakoshi, fondatore dello Shotokan Karate e decise di apprendere anche l’arte del combattimento di Okinawa. Divenne in breve tempo l’assistente di Funakoshi e rimase con lui fino al 1934, quando se ne separò per fondare la propria scuola basata sulla fusione del karate con lo Shindō Yoshin-ryu Jujutsu Kenpo: il Wado-ryu Karate-dō, che crebbe fino a diventare lo stile più diffuso in Giappone. Il 29 aprile del 1966 Hironori venne insignito dall’imperatore Hirohito della Croce dell’Ordine del Sol Levante (Kyokujitsu-sho) per il suo contributo allo sviluppo del karate e nel 1972 l’International Martial Arts Federation (Kokusai Budō) gli assegnò il titolo di Shodai karate-dō Meijin Judan (Maestro di Karate 10° dan di Prima Generazione). Fu la prima volta che questo onore venne riservato a un maestro di karate. Continuò ad allenarsi e insegnare fino al giorno della sua morte, avvenuta il 29 gennaio del 1982, all’età di ottantanove anni.
